Planetario

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Il Planetario è presente in questo istituto dall’inizio degli anni 80. È uno strumento didattico di notevole importanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché lo studio dei fenomeni astronomici è comune a tutti i programmi di Geografia, Scienze e Fisica.


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In genere nelle nostre scuole lo studio dell’astronomia e unicamente teorico-descrittivo e l’aspetto osservativo, veramente interessante, è necessariamente trascurato. Peraltro l’osservazione diretta del cielo notturno in tutto il suo splendore è difficoltosa a causa dell’inquinamento, che rende l’atmosfera non trasparente e della luce diffusa degli impianti di illuminazione delle città. Solo lontano dalle grandi città, e in condizioni atmosferiche ottimali, è possibile ammirare una volta celeste.

Un’altra difficoltà che si incontra nella osservazione diretta del cielo e data dal fatto che i fenomeni celesti avvengono in tempi molto lunghi e alcuni sono osservabili solo in luoghi molto distanti da noi. Ė facile quindi capire l’importanza didattica del Planetario che permette di riprodurre quasi tutti i fenomeni astronomici, osservabili sia di giorno che di notte, a tutte le latitudini e soprattutto di poterli “accelerare” nel tempo.

Il nostro Planetario riproduce fenomeni celesti dovuti ai moti della Terra e di altri corpi come li può vedere un osservatore posto sulla superficie terrestre.

Lo strumento è costituito da una sfera metallica cava sulla cui superficie sono stati praticati numerosi piccoli fori, di diametro diverso: ogni foro corrisponde alla posizione della stella ed il suo diametro è proporzionale alla sua intensità luminosa apparente. Una lampadina a sorgente luminosa puntiforme posta al centro della sfera, proietta -al buio- su uno schermo di tela a forma di cupola, una macchia luminosa corrisponde a ciascun foro: l’insieme delle proiezioni riproduce il cielo stellato sulla cupola.

È possibile proiettare anche le immagini del Sole, della Luna e dei pianeti più vicini. Inoltre ruotando la sfera si può simulare il moto apparente della sfera celeste durante il giorno e variando l’inclinazione dell’asse di rotazione della sfera è possibile riprodurre l’aspetto del cielo alle varie latitudini e nei vari momenti dell’anno.

Per esempio si possono riprodurre i solstizi e gli equinozi alle varie latitudini e rendersi conto:

  • uno della diversa altezza del Sole sull’orizzonte nelle diverse stagioni e nell’arco più o meno ampio che il Sole apparentemente compie;
  • del lungo “giorno polare” nel solstizio d’estate a latitudini oltre il Circolo Polare Artico, quando il Sole non tramonta mai sotto l’orizzonte, e della lunga “notte polare” quando il Sole non sorge mai sopra l’orizzonte.

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